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Zingaretti: "Abbiamo lanciato posti che sarebbero rimasti nell'isolamento"
Il commissario Montalbano Zingaretti: "Abbiamo lanciato posti che sarebbero rimasti nell'isolamento"

Luca Zingaretti è ormai vero e proprio testimonial della Sicilia. Nella sua ultima intervista, rilasciata a La Repubblica, l'attore romano, parla della sua terra d'elezione a tutto tondo. Difetti e pregi di una terra la cui immagine, grazie al commissario Montalbano ha colpito milioni di spettatori

- 17/08/2016

Luca Zingaretti è ormai un siciliano d'adozione. Nella sua ultima intervista, rilasciata a La Repubblica, l'interprete del commissario Montalbano parla da Pantelleria, di cui si è perdutamente innamorato (comprando anche casa) e dove, nei giorni scorsi, è stato premiato per il suo impegno contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia da "Pantelleria internet".

Zigaretti è insomma vero e proprio testimonial della Sicilia. Attraverso i luoghi di Montalbano descritti da Andrea Camilleri, ha portando nel resto dell’Italia e del mondo, i suoi luoghi più belli, inclusa la Valle dei templi di Agrigento che lo scorso aprile ha fatto da sfondo alle riprese di alcune scene della serie. E Zingaretti vorrebbe vivere ancora più pienamente la sua terra d'elezione. La Sicilia è l'unico posto dove non ha ancora recitato "Lighea" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uno dei suoi testi siciliani preferiti che porta in teatro da ben sei anni.

“Attraverso le fiction abbiamo lanciato posti che sarebbero rimasti nel loro splendido isolamento - afferma nell'intervista a Mario Di Caro - . Prima i grandi flussi turistici venivano assorbiti da Palermo e Catania, al massimo da Agrigento per una gita nella Valle dei templi. Abbiamo contribuito a fare scoprire una Sicilia sconosciuta che era rimasta confinata in uno splendido isolamento. Quando siamo arrivati col nostro set abbiamo trovato amicalità, cordialità, porte aperte, anche ingenuità nell'offrirsi. E dal punto di vista architettonico sembrava di entrare nel mondo di Tomasi di Lampedusa. Una situazione che probabilmente sarebbe rimasta così, inesplorata: noi abbiamo fatto emergere anche all'estero questo tipo di Sicilia. Ci sono tante regioni all'interno della Sicilia: c'è Palermo, l'Etna, le Egadi, Sciacca, i Nebrodi, e ogni posto ha un motivo valido per essere visitato".

“La Sicilia – continua l’attore romano - va preservata ma va anche valorizzata con percorsi di trekking invernali, passeggiate a cavallo, ma non per opera di un privato, bensì provando a fare sistema, affrontando il tema dei voli, dell'accoglienza, dei percorsi ambientalistici. Sarebbe qualcosa di bellissimo: immagini di arrivare a Segesta dopo due ore di passeggiata e scorgere la cima del monte dove c'è il teatro. Tutto questo, però, si scontra con una volontà di non fare".

L'attacco alla classe dirigente siciliana è dietro l'angolo. Il peggior difetto della Sicilia? "Vedere queste potenzialità vanificate da una classe dirigente inetta che se ne frega del bene comune. I politici sono chiamati a gestire la cosa pubblica, ma il guaio è che l'eletto pensa di essere padrone delle cose che è chiamato a gestire. Il 99 percento dei siciliani meriterebbe una buona amministrazione".

Ma c'è l'immagine di una Sicilia bellissima che Zingaretti prova a descrive con queste parole: "Sicuramente la luce, potente, che dà una sensazione struggente, i contrasti cromatici. E poi senti che questa è una terra dove sono passati tutti, dove c'è una cultura stratificata, radicata nella testa delle persone, anche quelle ignoranti, perché l'hanno bevuta assieme al latte materno".

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