Venerdi 22 06 2018 - Aggiornato alle 03:14


Il trailer "1768 Giorni", nasce un film su Totò Cuffaro

Un film sulla storia di Totò Cuffaro. Uscirà tra qualche mese “1768 Giorni” il primo lungometraggio di Marco Gallo, videomaker e regista, che ha voluto raccontare "un pezzo di storia della Sicilia, la vita prima e dopo 1768 giorni di detenzione" dell'ex presidente della Regione Siciliana

- 29/01/2017
Guarda il video

Un film sulla storia di Totò Cuffaro. Uscirà tra qualche mese “1768 Giorni” il primo lungometraggio di Marco Gallo, videomaker e regista, che ha voluto raccontare "un pezzo di storia della Sicilia, la vita prima e dopo 1768 giorni  di detenzione" dell'ex presidente della Regione Siciliana che alla fine del 2015 ha finito di scontare la sua condanna per favoreggiamento alla mafia. Da ieri è online il primo trailer del film.

Il progetto nasce da un’idea del giovane regista agrigentino, come lui stesso racconta su Facebook: “Da ragazzino non mi sono mai interessato di politica, ma sapevo chi era il Presidente alla Regione Sicilia: si chiamava Totò Cuffaro. Non ho mai votato per lui, non ho mai condiviso nulla con quest'uomo. Fino al 31 Dicembre 2015, poco dopo la sua scarcerazione. Ecco, quel giorno ho pensato che stessi facendo qualcosa di folle e per questo ero felice. Nessuno conosceva la mia idea, nessuno me lo commissionò e non ho chiesto finanziamenti a nessuno”.

Marco Gallo lavora al film per un anno, seguendo Cuffaro, dal momento della sua scarcerazione, a Roma, nella sua Raffadali, a Palermo, a Bruxelles e anche in Burundi. Un docufilm che raccoglie interviste, racconti, immagini di una storia che ancora fa parlare di sé. Il regista attende ora la possibilità che una produzione-distribuzione sposi il progetto al fine di portarlo, scrive ancora su Facebook,  “a tutte quelle persone che, come Totò Vasa Vasa, hanno creduto che tutti hanno diritto ad una seconda possibilità”.

“Ho voluto raccontare - continua Marco Gallo - questa storia perché una persona che decide di pagare per gli errori commessi merita maggior rispetto di chi vuole avere sempre ragione. Non si è mai difeso, ha rispettato ed affrontato la sua sentenza ed oggi vive la sua seconda possibilità con la vita. Mi ha fortemente colpito il calore che le persone hanno riservato a Totò in questi mesi, un mendicante che credeva di essere un re. È passato un anno da quando iniziai questo viaggio e oggi sono più convinto che mai di questa follia mettendo in conto tutto e tutti, anche le critiche”. 

SCRIVI UN COMMENTO A QUESTO ARTICOLO

scrivi alla redazione